È di nuovo l’ora del tè! – Un tè matto con… Rita di Mister Barbera

By | 2019-10-26T02:32:48+01:00 4 Novembre 2019|Le Cappellaie Matte|

Se per questa intervista ci fossimo incontrate, siamo certe che noi Cappellaie Matte avremmo portato il tè e Rita ci avrebbe deliziato con qualcuno dei suoi buonissimi dolci!

Purtroppo per gli impegni e per la distanza, abbiamo ovviato con un tè virtuale, uno scambio di mail e qualche chiacchiera telefonica!

Abbiamo avuto il piacere di conoscerla gustando le sue prelibatezze da Mister Barbera, il ristorante di cui Rita è cuoca e proprietaria ad Altavilla Monferrato, piccolo paese immerso nelle meravigliose colline del Monferrato.

Fin da subito, senza sapere nulla di lei, siamo rimaste colpite dalla sua cucina, tradizionale ma innovativa allo stesso tempo, e per gli impiattamenti creativi e nuovi per i ristoranti della zona. E che dire del suo profilo Instagram @homefoodcasamiarita? Amore a prima vista! E così eccoci qui, continuiamo il nostro viaggio nel mondo della creatività e vi presentiamo Rita e la sua cucina!

Ciao Rita! Benvenuta nella nostra rubrica #untemattocon
Raccontaci un po’ di te, presentati ai nostri lettori:

Ciao ragazze, mi presento ai vostri lettori! Sono Rita, l’ultima di 4 sorelle, e sono nata in provincia di Bologna. Sono sposata, ho una meravigliosa figlia di nome Benedetta, che ha da poco iniziato la facoltà di giurisprudenza all’università, e vivo in Piemonte da tantissimi anni, per la precisione a Casale Monferrato, una città che io amo tantissimo. 

Come e quando nasce la tua passione per la cucina?

Non saprei identificare una data di inizio, direi da sempre. Mi piace molto mangiare e ho numerosi ricordi dell’infanzia legati alla cucina. Ricordo i profumi dei piatti che preparava mia madre, i profumi provenienti dal cortile dei vicini di casa. Fin da piccola, la cucina mi ha sempre dato un piacere enorme e quando ho cominciato a lavorare, giovanissima, ho iniziato proprio dalla cucina e mi piaceva tantissimo. 

Gestisci con successo il ristorante Mister Barbera ad Altavilla Monferrato, in Piemonte. C’è un momento preciso in cui hai deciso di volere un percorso tuo e dell’identità da dare al tuo ristorante?

Ho scelto fin da subito un percorso mio, quasi senza rendermene conto. Qualcuno potrebbe dire per un colpo di fortuna, io oggi dico con coraggio e anche molta incoscienza perché, giovanissima, ho accettato di sostituire il cuoco del locale dove lavoravo, acquistandone le quote e prendendone il posto in cucina.

Da quel momento ho sempre avuto locali miei: ho lavorato per dieci anni presso la birreria Operetta di Casale e poi mi sono trasferita sul lago Trasimeno dove, tra i fornelli, ho incontrato quello che sarebbe diventato mio marito. Conoscevamo il ristorante Mister Barbera come clienti e, venuti a sapere che il vecchio proprietario voleva vendere, ci siamo trasferiti ad Altavilla Monferrato, inizialmente collaborando con la vecchia proprietà e successivamente acquistando il locale.

Erano anni in cui mi adattavo con piacere ai menù tradizionali del Piemonte. Al locale, che funzionava molto bene, avevo aggiunto la mia impronta, sì, ma senza mai sconvolgerne l’identità.

Con la nascita di Benedetta, si interrompe per un attimo la mia attività di cuoca ristoratrice: vendiamo il locale e ci trasferiamo a Casale Monferrato, dove prendiamo in gestione un piccolo negozio con reparto gastronomia. Poco dopo una disavventura di salute, risolta positivamente, mi tieni lontana dal lavoro per un po’ di tempo e durante questa assenza vengo a conoscenza che gli allora proprietari di Mister Barbera vogliono vendere.

Oggi la vedo come una pazzia (noi Cappellaie Matte lo chiamiamo destino! ndr), ma decidiamo di ricomprarlo, ed eccoci qua! Con questa nuova gestione mi slego quasi completamente dai menù tradizionali seguendo un percorso del tutto mio e dando al locale una forte identità personale.

A cosa ti ispiri quando realizzi le tue ricette?
Facci sognare, cosa troviamo nel tuo menu e perché?

Innanzitutto rispetto la stagionalità e cerco di utilizzare il più possibile prodotti del territorio. Dopo di che dò libero spazio alla fantasia e creo il menù mixando esperienza e creatività.

Il mio menù tipo è composto da 4 antipasti, la scelta di due primi, la scelta di due secondi, sempre con un’alternativa no carne e due dolci.

Penso che la tavola sia un piacere e cerco sempre di creare menù equilibrati, cosicché chi si alza da tavola si senta piacevolmente appagato, ma non abbia mai la sensazione di essersi abbuffato. 

Preparo quasi sempre un entree che può essere un hummus di ceci e barbabietola, molto estetico, dal colore rosa fucsia, che servo nei barattolini con le verdure crude, come un pinzimonio o, in alternativa, uno shottino, quasi sempre analcolico alla frutta, al quale accosto un fagottino, ad esempio uno shottino alla pera con un fagottino di formaggi del territorio. A seguire faccio sempre uscire un tagliere con un salume: salame crudo o lardo della zona, accompagnato da un frollino salato alle noci o alla curcuma o da una focaccia un po’ particolare, secondo la stagionalità, ad esempio in questo periodo lo stiamo servendo con una focaccia all’uva deliziosa. Proseguo in genere con uno sformatino caldo, una cheesecake o una bavarese salata (in base alla stagione) e concludo gli antipasti con un’insalatina seguendo quello che offre la stagione. In questo periodo, ad esempio, abbiamo nel menù un’insalatina di rucola, zucca, mandorle e parmigiano, condita con una riduzione di aceto balsamico.

Per quanto riguarda i primi piatti, nel menù troviamo sempre una vellutata o una zuppa e, quasi sempre, i tagliolini freschi, conditi con un pesto che varia al variare delle stagioni. In questo periodo, per esempio, possiamo servirli con un pesto di zucca con panure di amaretti oppure con una crema ai carciofi e panure al prezzemolo.

I secondi, come dicevo, prevedono sempre un secondo di carne e un’alternativa no carne, per accontentare anche i vegetariani (un po’ meno i vegani). Alcuni esempi possono essere gli straccetti di fassona, miele e senape, oppure il brasato al Barbera. L’alternativa no carne è quasi sempre un tomino, che metto al forno e accompagno con una coulis o con una  confettura, sempre fatta da noi.

Con i dolci, infine, ci sbizzarriamo: sono l’ultimo piatto, ma non per questo meno importanti, al contrario! Ci piacciono molto, ci piace farli e anche mangiarli e ci mettiamo sempre molta attenzione. Per esempio questa settimana nel menù abbiamo una mini pavlova ai frutti di bosco e una crostata con farina di nocciole e ganache al gianduia e nocciole.

Ok, adesso abbiamo ufficialmente fame! 🙂
Quanto conta la sostanza e quanto la presentazione?   

La sostanza è fondamentale, perché quello che mangiamo deve essere facilmente digeribile e soprattutto buono. Dopodiché la presentazione è altrettanto importante, anzi, per quanto mi riguarda, l’impiattamento è la parte più divertente, più creativa e più personale del lavoro in cucina, perché è proprio in questa fase che posso dare libero spazio alla mia creatività e dare al piatto la mia “firma”.

Una ditta toscana ci spedisce tutte le settimane fiori diversi, edibili e biologici, germogli e polveri (ad esempio di pomodoro, di cappero o di olive) che utilizzo per preparare e decorare i piatti, penso sia un pochino la nostra impronta e ci tengo molto.

Da consumatrice, qual è il tuo piatto preferito e perché?

Di piatti preferiti ne ho tantissimi, perché, come dicevo, mi piace mangiare e quindi mi piace quasi tutto. Diciamo che quando lavori cucina tante ore hai l’opportunità di avere praticamente tutto, ma finisci poi per mangiare quasi sempre le stesse cose. 

Posso dire che è un momento molto piacevole per me è la colazione, anche quella classica, cappuccino e brioches, che adoro!

Sogni nel cassetto? 

Non posso dire di avere un vero e proprio sogno nel cassetto, più che altro un desiderio. Per motivi di lavoro, infatti, non faccio vacanza da tre anni e il mare mi manca tantissimo.

Mi piace molto leggere. Purtroppo, tra il lavoro, che mi impegna tantissime ore, e Instagram, finisce che leggo davvero poco e mi dispiace, perché mi manca tanto.

Spero di poter andare presto al mare e di leggere tanti libri.

Il tuo profilo Instagram ha oltre 11.000 follower, quale credi sia il motivo di tanto successo?

Davvero non so rispondervi, perché non ho mai avuto una strategia al riguardo. Ho iniziato per caso, dietro consiglio di una mia dottoressa che mi conosceva professionalmente, che mi ha consigliato di fotografare quello che facevo e di postarlo.

Così ho iniziato a fotografare quello che cucinavo e la fotografia mi ha subito appassionata. Ho iniziato nel periodo in cui sono stata malata: avevo tanto tempo libero anche da dedicare a Instagram e tanto tempo per interagire con le persone. L’ho vissuto come un hobby e si è trasformato in una passione, ma non saprei dirvi cosa è piaciuto di me.

Come trovi l’ispirazione per le foto che posti?

L’ispirazione per le foto me la dà sicuramente il piatto e quello che cucino. Poi certamente aiuta il fatto di avere a disposizione sempre i fiori, bellissimi e sempre differenti, e numerosi ingredienti, che a casa difficilmente si possono reperire. Mi lascio ispirare da questi elementi, dall’accostamento dei colori del piatto e dallo stesso Instagram, che è fonte di creatività continua.

Grazie davvero Rita per esserti raccontata e per averci permesso di immergerci nel mondo della cucina e della creatività culinaria.

Sicuramente verremo presto a trovarti nel tuo ristorante e invitiamo chi ci legge a fare altrettanto! 😉

Nel frattempo consigliamo a tutti di seguirti sul tuo meraviglioso profilo Instagram. Noi, naturalmente, continueremo a farlo e a sognare (con l’acquolina in bocca!) guardando le tue deliziose creazioni!

Un abbraccio,
Le Cappellaie Matte

Ecco dove potete trovare Rita:

Instagram @homefoodcasamiarita
Facebook @misterbarbera
Web ristorantemisterbarberadialtavilla.it

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